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Le associazioni bergamasche contribuiscono

Le associazioni bergamasche contribuiscono

Le associazioni bergamasche contribuiscono all’aggiornamento di un regolamento di Regione Lombardia che oggi più che mai ha un grande rilievo. Fincopp Lombardia è fra queste.

Parliamo del Regolamento per la formazione dell’elenco delle associazioni di volontariato e di pazienti interessate a far parte degli organismi di coordinamento delle reti clinico-assistenziali ed organizzative di Regione Lombardia. Un regolamento che era stato approvato nel 2019. Lo fanno rispondendo ad una richiesta della Direzione Generale Welfare. Questa Direzione è stata, infatti, incaricata di modificarlo alla luce di quanto disposto dalla Legge regionale n. 22 del 14 dicembre 2022. Questa, infatti, ha cambiato i Titoli I e VII della legge 33/2009. E ha riconosciuto in modo chiaro il supporto e il coinvolgimento attivo delle associazioni nella programmazione e nella realizzazione del Servizio Sanitario Lombardo. Da qui la necessità di modificare il regolamento che definisce le modalità di partecipazione delle Associazioni a queste attività.

In modo coerente con tutto questo, la Direzione ha chiesto loro un contributo alla modifica del documento. Le Associazioni sono state invitate a proporre correzioni o integrazioni al testo del 2019. E le associzioni bergamasche hanno risposto con una lettera che a noi pare puntuale, ponendo l’accento su punti che crediamo essenziali. La si può scaricare qui: Contributo_DGR_XI2635.

Lo racconta anche l’Eco di Bergamo: L’Eco di Bergamo – 19.07.2022 – Volontariato e Salute su regolamento Regione Lombardia – Def

Le associazioni bergamasche contribuiscono

Le associazioni bergamasche non si sono certo fatte trovare impreparate. Da tempo si è formata, qui, a Bergamo una rete di fatto, se così possiamo dire. Parliamo di più di trenta associazioni impegnate nella sanità che in diverse occasioni si sono trovate a lavorare insieme. Lo fanno, stringendosi attorno a CSV – Centro Servizi per il Volontariato di Bergamo che svolge un importante ruolo di facilitatore di questa sinergia. E hanno pure dato un nome a questa rete di fatto. L’hanno chiamata Volontariato e Salute.

In particolare, hanno lavorato in modo intenso intorno ai contenuti della legge regionale che regolamenta il servizio sanitario regionale dello scorso 14 dicembre. In quell’occasione, hanno voluto agire per affermare la corretta natura del ruolo del volontariato. Partendo da alcuni presupposti essenziali. Le associazioni di volontariato impegnate in sanità sono quelle che di fatto rappresentano il 100% dei fruitori potenziali del servizio sanitario. Rappresentano infatti i pazienti. Quelli che lo sono già e quelli che lo possono diventare.

Nessuno più di loro ne ha chiari i bisogni e le fatiche. I bisogni di assistenza ma anche di educazione alla salute. I bisogni di azioni di prevenzione e diagnosi precoce, soprattutto, nelle quali i pazienti ricoprono un ruolo da protaginisti. Ma devono essere educati a farlo. E poi nessuno come le associazioni conosce le fatiche dei pazienti durante i percorsi di diagnosi e di cura. Le fatiche dei pazienti e quelle dei loro cari.

Hanno agito con decisione

Come in altre occasioni, anche in quella circostanza hanno agito con decisione. Quella decisione che deriva dalla convinzione dei propri contenuti, dal valore di discuterli insieme e dalla consapevolezza della necessità di sostenerli.

Si sono incontrate più volte e hanno deciso di preparare un documento sintetico e chiaro. Hanno chiesto che il ruolo delle associazioni di volontariato fosse riconosciuto in modo chiaro. Parliamo del ruolo che le vede parti necessarie ad ogni livello decisionale e di gestione sulla sanità. Presenti, quindi, già nelle fasi di ideazione e programmazione. E presenti poi in quelle di gestione. Non solo, allora, membri dei tavoli PDTA (i percorsi diagnostico, terapeutico e assistenziali). La loro presenza in queste sedi è già prevista dalle leggi nazionali. Ma presenti anche prima e poi dopo.

Hanno presentato il documento in diverse sedi istituzionali. In particolare, lo hanno proposto e illustrato all’Ass. Alessandra Locatelli di Regione Lombardia. E’ stato un incontro cordiale e attento. L’Assessore ha ascoltato con interesse. C’era anche il Consigliere Niccolò Carretta. Alla fine è stato deciso che le nostre richieste sarebbero state presentate in forma di emendamento alla legge in discussione e sostenute durante il suo esame.

Non è detto che il merito sia solo delle associazioni bergamasche e di CSV, è ovvio. E’ molto probabile che anche altri abbiano presentato richieste simili. Rimane il fatto che sono state accettate e inserite nella legge. E che ora il volontariato che si occupa di salute ha un ruolo chiaro nella determinazione e poi nella gestione delle politiche sanitarie in Lombardia.

E continuano così

Non si fermano le associazioni bergamasche e continuano a fornire il loro contributo. Lo stanno facendo a livello locale e a livello regionale. Lo fanno quando si discute di Case della Comunità e quando si discute di politiche sanitarie. Lo fanno continuando ad occuparsi delle loro attività. Anche in questo ambito, però, stanno imparando a farlo insieme. Il progetto Insieme si può. Insieme funziona va proprio in questa direzione.

Sei associazioni, una struttura sanitaria privata, strutture sanitaie e amministrazioni pubbliche sono impegnate nel promuovere la cultura della salute sul territorio e tra i cittadini. Lo stanno facendo con un piano intenso e ricco di iniziative. Bisogna favorire comportamenti sani e orientati al benessere tra la popolazione, iniziando da prevenzione e diagnosi precoce. Per farlo è necessario conoscere e assumere consapevolezza.

Le associazioni bergamasche contribuiscono acnhe a questo.

 

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