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F.A.V.O. preoccupata e perplessa

F.A.V.O. preoccupata e perplessa

F.A.V.O. preoccupata e perplessa per la costituzione di ROPI – Rete Oncologica Pazienti Italia, annunciata da AIOM – Associazione Italia di Oncologia Medica qualche giorno fa.

Amarezza e incredulità

In una nota inviata a tutte le associazioni aderenti, F.A.V.O. – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia scrive:
“riteniamo doveroso condividere con voi la nostra amarezza, incredulità e ferma contrarietà all’iniziativa promossa da Fondazione AIOM per la quale, se fossimo stati interpellati, avremmo immediatamente evidenziato il rischio di confusione e di incentivo alla spaccatura del volontariato oncologico, che invece ha dimostrato – grazie a tutti voi – che solo nell’unione è in grado di ottenere risultati eccezionali”.

E aggiunge, a conferma:
“Alcune nostre Associazioni ci hanno infatti riferito di aver ricevuto sollecitazioni ad aderire alla neo-costituita Rete Oncologica Pazienti Italia (ROPI), promossa dalla Fondazione AIOM e da 3 associazioni”.

Inutile duplicazione

F.A.V.O. aggiunge:
“contrariamente a quanto può sembrare dalla denominazione, la ROPI non è una Rete Oncologica. Il suo scopo è quello di “coordinare e rappresentare le associazioni di pazienti oncologici e le loro istanze nei confronti delle Istituzioni”, ovvero un’inutile duplicazione di quanto FAVO con tutte voi assicura da quasi 20 anni, con i ben noti risultati che hanno cambiato la vita dei malati oncologici”.

E si chiede
“perché Fondazione AIOM abbia ritenuto di avviare un’iniziativa fotocopia di FAVO, con conseguenti sprechi di risorse e di tempo, invece di lavorare insieme a noi, ciascuno con le proprie competenze e le proprie esperienze, nel reciproco rispetto dell’autonomia dei ruoli dei malati e degli oncologi, moltiplicando in tal modo i risultati da raggiungere e scongiurando il rischio di ogni conflitto di interesse“.

Un appello

La Federazionne conclude la sua nota con un appello rivolto a tutte le associazione aderenti:
“dobbiamo potenziare ancor più quel senso di appartenenza che ci consente di parlare con una sola voce“. 

Perché questo è “nell’interesse sovrano dei malati oncologici”

Qui il link alla nota di F.A.V.O.:
https://www.favo.it/index.php?option=com_acymailing&ctrl=archive&task=view&mailid=193&key=cguACVYY&subid=1707-cAbq86n8MVYRBe&tmpl=component

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