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Di tumore alla vescica si può morire

Di tumore alla vescica si può morire

Di tumore alla vescica si può morire. II cammino attraverso il tumore alla vescica è difficile e doloroso. Il tumore alla vescica può produrre conseguenze pesanti per la qualità della vita della persona. Siamo quindi di fronte alla necessità di prendere in carico il paziente, nel senso più completo. Di seguirlo e accompagnarlo attraverso tutto il percorso di diagnosi, cura e assistenza. Peraltro, anche di prevenzione.

Un lavoro cui devono contribuire diversi professionistri. Il cancro infatti si combatte in modo multidisciplinare. E il paziente è il principale attore di questa lotta. A lui bisogna fornire tutto il sostegno necessario. Lo devono fare tutti gli altri attori. Oncologo e Infermiera, Fisioterapista e Psicologo. Anzi, Psiconcologo! Con loro, il Dietologo e, perché no?, l’Avvocato.

Un tema importante che verrà affrontato in modo globale il prossimo 8 Settembre, alle ore 15. Lo faranno professionisti ed esperti molto preparati e anch e molto sensibili. Chiunque potrà partecipare, senza limiti geografici. L’incontro infatti si terrà in modalità Webinar.

Qui si può scaricare la locandina dell’evento, in formato pdf: Locandina Webinar 8 settembre

Di tumore alla vescica si può morire

Secondo l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, il tumore della vescica rappresenta circa il 3 per cento di tutti i tumori e, in urologia, è secondo solo al tumore della prostata. Si presenta più facilmente tra i 60 e i 70 anni. Gli uomini ne sono colpiti tre volte di più delle donne. Secondo i dati del Registro Tumori, in Italia nel 2019 sono stati stimati circa 29.700 casi di tumore vescicale. La sopravvivenza a cinque anni, in Italia, è di circa l’80 per cento sebbene sia molto frequente la probabilità di recidiva, cioè della ricomparsa del problema anche a distanza di tempo.

Il principale fattore di rischio per questo tumore è il fumo di sigaretta. Altri fattori di rischio sono l’esposizione cronica alle ammine aromatiche e nitrosamine (riguarda in particolare i lavoratori dell’industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio), eventuali radioterapie che hanno coinvolto la pelvi, l’assunzione di farmaci come la ciclofosfamide e la ifosfamide e l’infezione da alcuni parassiti diffusi in alcuni paesi del Medio Oriente. Fritture e grassi non dovrebbero essere consumati in grande quantità. Questo, infatti, è associato a un maggior rischio di ammalarsi di tumore della vescica. Un altro fattore predisponente è quello genetico.

La cura

Quando il tumore è di piccole dimensioni e non infiltrante si può intervenire chirurgicamente con la resezione transuretrale. Quando la condizione è più grave, si interviene con l’asportazione totale o parziale della vescica, detta cistectomia. La decisione viene presa in funzione dello stadio clinico, dell’aggressività e del tipo di tumore.

Quando il carcinoma è in situ, risulta molto efficace il trattamento con il bacillo di Calmette-Guerin. E’ lo stesso bacillo che si usava per vaccinare contro la tubercolosi. Viene depositato direttamente nella vescica sul tumore.Riduce le possibilità che la malattia si ripresenti.

Oggi, l’approccio terapeutico prevede interventi combinati che comprendono chirurgia, chemioterapia o immunoterapia e radioterapia.

L’incontro in Webinar

Nel corso dell’incontro di Mercoledì 8 Settembre, si parlerà di molto di più. I relatori, insieme, affronteranno il tema della presa in carico della persona colpita da cancro alla vescica. Parleranno di diagnosi, cura e tempi. Anche di assistemnza e presa in carico prima e dopo l’intervento chirugico. Tratteranno delle fatiche del malato e dei familari e dei loro diritti. E’ previsto che si approfondiscano anche gli aspetti dietologici.

Una trattazione completa che propone la giusta visione della persona prima che della sua malattia.

L’incontro è organizzato da associazioni in prima linea nel sostegno al paziente oncologico. C’è AIMAC – Associazione Italiana Malati di Cancro. Con lei, ci sono A.I.Stom. – Associazione Italiana Stomizzati OdV e Fincopp – Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico OdV. Lo patrocina F.A.V.O. – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.

E’ un’occasione importante per conoscere e per capire.

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